26 novembre 2007

LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI (una soluzione di politica “meritogratis”)


Vorremmo fare qualche riflessione, noi “anta”, riqualificati o apicali come dir si voglia, stufi di sentirci considerare con protettiva sufficienza: "fuorigioco" da chicchessia.

LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI

(una soluzione di politica “meritogratis”)



SE DOPO ANNI DI PROFESSIONALITÀ CI SI VUOLE LIBERARE DI NOI CON UNA pacca ai posteriori, perchè non più "sostenibili" da un qualsiasi progetto strategico, chiediamo che almeno non si diano per buone le argomentazioni da “pulizia anagrafica” di Visco e Padoa Schioppa, noti recordmen delle sparate: le loro dissertazioni sullo svecchiamento del personale sono argomentazioni incredibili di chiaro segno retrò anche se presentate con un’”allure” di modernità. La questione non appartiene alle Commissioni Tributarie, ma è una questione politica generale che andrebbe seriamente affrontata dall’amministrazione con le parti sociali.
Noi tenderemmo a rifiutare la soluzione violenta, stile Nerone (“tutti i più anziani nelle arene per essere sbranati”): e ciò non per bontà o carità, ma perché inutile nonchè antieconomica, visto che i cristiani ci sono ancora.
Ma ci fa soprattutto incazzare il tipo di soluzione soft, come l’ultimo “concorso per i passaggi tra le aree”. Non ci va a genio. A questo riguardo, dato che non è possibile dimostrare la mala fede altrui, abbiamo ricostruito la vicenda legata appunto a questo concorso partendo dalla considerazione che molti - in buona fede - rimangono perplessi e dubbiosi dinanzi agli sconcertanti espedienti con cui è stato devastato. Abbiamo pensato proprio a coloro che con cuore puro vogliono capire; così abbiamo preparato una serie di argomentazioni che confutano totalmente il principio mostruosamente empio che ne sta alla base: la teoria del merito “aggiunto a forza”.
Confutazione scientifica della teoria del ”merito aggiunto a forza”
Abbiamo cercato di mettere in fila alcune considerazioni che chiariscono e rendono accessibile la comprensione dei criteri adottati nel progettare con cura e plausibilità il contenuto di un concorso balordo e i “maramaldeggi” che pretendono di renderlo digeribile anche da un punto di vista para-giuridico.
Va detto che qui non si intende criminalizzare o demonizzare alcuno ma si coglie piuttosto l’occasione per tentare di chiarire definitivamente quello che appare come una macchinazione ai danni di una categoria di lavoratori. E' bene chiarire che, a parte il danno economico, il “plot” resta una questione meritocratica di facciata, anzi “meritogratis” nulla potendo moralmente nei riguardi della reale professionalità dei lavoratori, quella che conta. Anzi quest'ultima, quando è posta sotto assedio, non viene neanche scalfita ma ne esce ulteriormente confermata e rafforzata.
Se vi piace lo stile del thriller, eccovi un’intensa esposizione, dai contorni neanche tanto misteriosi, ispirata a questa storia esemplare che, a nostro parere, narra dell’uso virtuoso di talune anomale modalità di promozione professionale. Effettivamente l’architettura del concorso è stata “curata” (per non dire “ammazzata”) alacremente in questo senso, e si vede:
- accordo a posteriori: dopo il bando del 2001, un diverso accordo amministrazione-sindacati è intervenuto a sorpresa in corso d’opera (ben due anni dopo, nel 2003) ed ha ampliato con un colpo di mano la graduatoria degli idonei per inserire in soprannumero un folto gruppo di impiegati a prescindere dal punteggio dei titoli raggiunto, facendone così fuoriuscire, vista comunque la limitatezza dei posti messi a concorso, altrettanti con punteggio evidentemente superiore a questi ultimi. Certamente c’è ancora in piedi la spocchiosa questione del doppio salto a cui s’è dato un’inusitato spessore, ma qui si tratta di saltare a piè pari la cavallina!
- 1 gennaio 2001: nel bando la data di demarcazione per il possesso dei titoli è stata scelta con cura per tutto quello che ne consegue a livello di calcolo del punteggio. Fissata esattamente qualche mese prima del nostro riconoscimento della posizione superiore per impedirci di rastrellare più punti e metterci così in difficoltà.
- bonus di 7 punti (per idoneità in concorso precedente): a seguito di un ricorso (pilotato?) tale bonus è stato però eliminato per impedire, a nostro giudizio, che il personale riqualificato prendesse troppo le distanze fino a diventare irraggiungibile nella graduatoria degli idonei.
- trend da 24 a 40 punti (intervallo del punteggio utile per la prova orale): a memoria d’uomo mai era stato previsto un intervallo così ampio in un concorso. Ciò dovrebbe far meditare. Pensiamo sia stato previsto al solo scopo di dare la possibilità di recuperare il proprio punteggio basso in graduatoria alla categoria di lavoratori inseriti in soprannumero.
La messa in opera di simili stratagemmi rasenta una vera e propria metafora dell’osceno. Siamo o non siamo sempre più davanti ad interessi di parte che non rimangono sostanzialmente invisibili, perché nascosti? Ora sono alla luce del sole, ostentati con fierezza burocratica. A tanta sfrontatezza corrisponde altrettanta cecità di chi dovrebbe vigilare e invece storna lo sguardo in un amaro distacco cinico e disincantato. E’ questo un crimine, che rende complici del misfatto, di gente che ha imparato a sottomettere la propria coscienza. La sensazione è però che tutto ciò rimanga nel risaputo e perda il gusto della denuncia, diventando un piatto sermone fatto di frasi che sembrano titoli di giornali, bignami o una denuncia sterile e priva soprattutto di passione.
Forse è questo è il tormentone che dovremmo ripeterci ogni giorno: “Basta comportarsi come i cani che escono solo se qualcuno li porta fuori! Apriamo gli occhi, apriamoli il più possibile, organizziamoci per difendere la nostra libertà continuamente insediata da questa melassa dove le istituzioni con la loro devastante iconografia sono il più fetido travestimento della menzogna”.